Diario I secoli bui 998: differenze tra le versioni
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L'imperatore del Sacro Romano Impero Ottone III di Sassonia, dopo la morte del precedente pontefice Giovanni XV, ha da poco proclamato Papa con il nome di Gregorio V il suo confessore e cugino Bruno di Carinzia. L'europa sta vivendo un periodo di pace, tranne a oriente. Un gruppo di frati benedettini è stato incaricato dal vescovo di Ratisbona di scortare insieme ad alcuni uomini d'arme due ecclesiastici (il capo della delegazione padre Gudman e il suo braccio destro padre Drogo) che hanno il compito di portare la parola del Signore nelle terre magiare, convertendo alla fede la popolazione. | L'imperatore del Sacro Romano Impero Ottone III di Sassonia, dopo la morte del precedente pontefice Giovanni XV, ha da poco proclamato Papa con il nome di Gregorio V il suo confessore e cugino Bruno di Carinzia. L'europa sta vivendo un periodo di pace, tranne a oriente. Un gruppo di frati benedettini è stato incaricato dal vescovo di Ratisbona di scortare insieme ad alcuni uomini d'arme due ecclesiastici (il capo della delegazione padre Gudman e il suo braccio destro padre Drogo) che hanno il compito di portare la parola del Signore nelle terre magiare, convertendo alla fede la popolazione. | ||
| − | Il gruppo è partito ormai da una settimana e | + | Dalle pagine di un diario dell'epoca tenuto da un non meglio identificato frate benedettino: |
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| + | Martedì 1 novembre. Il nostro gruppo è partito ormai da una settimana e stiamo per arrivare all'avamposto di Laa, l'ultimo forte prima di inoltrarci nei territori ungheresi. Il viaggio è stato tranquillo e piacevole. Ieri fratello'''Gudman''', insieme a fratel '''Drogo''' e ai monaci guerrieri ci ha preceduto in avanscoperta guadando il ruscello Zaja e lasciando indietro noialtri benedettini con due muli e parte dell'equipaggiamento e delle provviste. | ||
| + | Abbiamo deciso di sostare appena guadato il corso d'acqua, un buon posto per riposare le membra stanche, soprattutto quelle dei nostri fratelli più anziani che stanno iniziando a provare le fatiche del cammino. Ci riuniremo a frate Gudman domani, presso il villaggio locato più avanti nel tragitto. | ||
| + | Abbiamo predisposto dei turni di veglia e preghiera anche per assicurare agli altri un sonno tranquillo. | ||
| + | Poco dopo il tramonto, durante il turno di fratello Barnaba, si è sentito l'ululato di un branco di lupi, cosa non insolita in queste lande. Poco dopo dalla boscaglia si è udito un gran trambusto e un monaco appiedato, sporco e insanguinato ha attraversato di corsa il nostro campo inseguito dappresso a cavallo da uno dei nostri monaci guerrieri che brandiva una mazza da guerra. Barbaba ha svegliato gli altri e montato in groppa a uno dei due muli, accompagnato dal frate stalliere ha inseguito i due fino al ruscello. Qui hanno udito il rumore di qualcuno in fuga nell'acqua al guado, mentre il monaco guerriero giaceva a terra con la testa in un lago di sangue e il suo cavallo che fuggiva spaventato. Poco prima di spirare e rendere l'anima a Nostro Signore, con l'ultimo fiato concessogli ha sussurrato: "Tutti morti tranne Gudman... tutto finito..." per poi continuare a pronunciare con la bocca insanguinata una sorta di nenia o cantilena in una lingua incomprensibile alle orecchie dei due nostri confratelli. | ||
| + | Dopo che il pover'uomo è stato portato al campo a dorso di mulo lo abbiamo spogliato delle armi per portarlo con noi fino al villaggio e dargli cristiana sepoltura. Nel pugno stringeva ancora una strana pietra nera con sopra incise delle rune incomprensibili anche ai nostri fratelli più anziani ed eruditi. | ||
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Versione delle 08:44, 27 giu 2016
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martedì 01 novembre 998
L'imperatore del Sacro Romano Impero Ottone III di Sassonia, dopo la morte del precedente pontefice Giovanni XV, ha da poco proclamato Papa con il nome di Gregorio V il suo confessore e cugino Bruno di Carinzia. L'europa sta vivendo un periodo di pace, tranne a oriente. Un gruppo di frati benedettini è stato incaricato dal vescovo di Ratisbona di scortare insieme ad alcuni uomini d'arme due ecclesiastici (il capo della delegazione padre Gudman e il suo braccio destro padre Drogo) che hanno il compito di portare la parola del Signore nelle terre magiare, convertendo alla fede la popolazione.
Dalle pagine di un diario dell'epoca tenuto da un non meglio identificato frate benedettino:
Martedì 1 novembre. Il nostro gruppo è partito ormai da una settimana e stiamo per arrivare all'avamposto di Laa, l'ultimo forte prima di inoltrarci nei territori ungheresi. Il viaggio è stato tranquillo e piacevole. Ieri fratelloGudman, insieme a fratel Drogo e ai monaci guerrieri ci ha preceduto in avanscoperta guadando il ruscello Zaja e lasciando indietro noialtri benedettini con due muli e parte dell'equipaggiamento e delle provviste. Abbiamo deciso di sostare appena guadato il corso d'acqua, un buon posto per riposare le membra stanche, soprattutto quelle dei nostri fratelli più anziani che stanno iniziando a provare le fatiche del cammino. Ci riuniremo a frate Gudman domani, presso il villaggio locato più avanti nel tragitto. Abbiamo predisposto dei turni di veglia e preghiera anche per assicurare agli altri un sonno tranquillo. Poco dopo il tramonto, durante il turno di fratello Barnaba, si è sentito l'ululato di un branco di lupi, cosa non insolita in queste lande. Poco dopo dalla boscaglia si è udito un gran trambusto e un monaco appiedato, sporco e insanguinato ha attraversato di corsa il nostro campo inseguito dappresso a cavallo da uno dei nostri monaci guerrieri che brandiva una mazza da guerra. Barbaba ha svegliato gli altri e montato in groppa a uno dei due muli, accompagnato dal frate stalliere ha inseguito i due fino al ruscello. Qui hanno udito il rumore di qualcuno in fuga nell'acqua al guado, mentre il monaco guerriero giaceva a terra con la testa in un lago di sangue e il suo cavallo che fuggiva spaventato. Poco prima di spirare e rendere l'anima a Nostro Signore, con l'ultimo fiato concessogli ha sussurrato: "Tutti morti tranne Gudman... tutto finito..." per poi continuare a pronunciare con la bocca insanguinata una sorta di nenia o cantilena in una lingua incomprensibile alle orecchie dei due nostri confratelli. Dopo che il pover'uomo è stato portato al campo a dorso di mulo lo abbiamo spogliato delle armi per portarlo con noi fino al villaggio e dargli cristiana sepoltura. Nel pugno stringeva ancora una strana pietra nera con sopra incise delle rune incomprensibili anche ai nostri fratelli più anziani ed eruditi.