Lampi di luce dal passato: differenze tra le versioni
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'''1 Giamonios 669''': Sembra impossibile ma il miracolo è accaduto veramente: '''Otar''' il pazzo, Otar il demone è sconfitto, e questa primavera sarà ricordata per sempre. Tutto sembrava volgere al peggio, ma i demoni suoi fratelli che Otar ha richiamato dall'abisso, ormai liberi e privi della catena imposta dal potere del loro dannato sciamano, si sono infine rivoltati contro di lui. Gli stessi Tartax ne hanno avuto timore, e hanno disertato sempre più numerosi. Tutto si è deciso in una grande battaglia al limitare nord della foresta di Arborlon, proprio sul terreno maledetto della cittadella perduta proibita di '''Iuz''' che è rimasta laggiù evitata da tutti, uomini e animali, ormai da quasi due anni, quando '''Sartan''' vi condusse la sua spedizione. E' stato proprio il temuto Mago Rosso, riapparso da poco, a suggerire il sito dello scontro al nostro Consiglio presieduto da '''Pitt il Giusto''', signore dell'Ordine dei Paladini. Dando credito ad alcune voci, si narra che nelle ultime ore dell'ultimo giorno di guerra, si siano uniti a Sartan, '''Slevyas''', Pitt e Anduril, per l'ultima impresa anche l'infallibile arciere '''Ken''', signore della foresta, in sella al suo imponente Roc, e l'illustre paladino '''Ork''', e addirittura il negromante elfico '''Allaghal''' con una schiera di suoi consanguinei. Ma il merito della vittoria e della caduta di Otar, che sembrava invincibile e teneva a bada tutti quanti roteando la sua terrificante ascia, va senza dubbio al prode '''Tharos Brightstorm''' e alla sua brillante strategia. Fingendosi attratto dalle ricchezze e dal potere garantitogli dal seguire il sire barbaro, si è fatto suo generale e alleato, solo per carpirgli di nascosto i più reconditi segreti e aspettando paziente come un ragno il momento per colpire, e colpire duro. Sottratta di nascosto la spada del caos a Otar, ha guidato l'avanzata dei barbari e dei demoni fino all'ultimo, quando ha addirittura finto di combattere i suoi amici seguendo nel suo impeto il sire barbaro. Quando poi si è accorto che Otar, spinto dalla sua stessa furia, si era ritrovato fra le fila nemiche, circondato dai più prodi eroi dell'ovest, l'ha infine trafitto alle spalle estraendo la sua stessa spada demoniaca e mettendo fine all'era del terrore. | '''1 Giamonios 669''': Sembra impossibile ma il miracolo è accaduto veramente: '''Otar''' il pazzo, Otar il demone è sconfitto, e questa primavera sarà ricordata per sempre. Tutto sembrava volgere al peggio, ma i demoni suoi fratelli che Otar ha richiamato dall'abisso, ormai liberi e privi della catena imposta dal potere del loro dannato sciamano, si sono infine rivoltati contro di lui. Gli stessi Tartax ne hanno avuto timore, e hanno disertato sempre più numerosi. Tutto si è deciso in una grande battaglia al limitare nord della foresta di Arborlon, proprio sul terreno maledetto della cittadella perduta proibita di '''Iuz''' che è rimasta laggiù evitata da tutti, uomini e animali, ormai da quasi due anni, quando '''Sartan''' vi condusse la sua spedizione. E' stato proprio il temuto Mago Rosso, riapparso da poco, a suggerire il sito dello scontro al nostro Consiglio presieduto da '''Pitt il Giusto''', signore dell'Ordine dei Paladini. Dando credito ad alcune voci, si narra che nelle ultime ore dell'ultimo giorno di guerra, si siano uniti a Sartan, '''Slevyas''', Pitt e Anduril, per l'ultima impresa anche l'infallibile arciere '''Ken''', signore della foresta, in sella al suo imponente Roc, e l'illustre paladino '''Ork''', e addirittura il negromante elfico '''Allaghal''' con una schiera di suoi consanguinei. Ma il merito della vittoria e della caduta di Otar, che sembrava invincibile e teneva a bada tutti quanti roteando la sua terrificante ascia, va senza dubbio al prode '''Tharos Brightstorm''' e alla sua brillante strategia. Fingendosi attratto dalle ricchezze e dal potere garantitogli dal seguire il sire barbaro, si è fatto suo generale e alleato, solo per carpirgli di nascosto i più reconditi segreti e aspettando paziente come un ragno il momento per colpire, e colpire duro. Sottratta di nascosto la spada del caos a Otar, ha guidato l'avanzata dei barbari e dei demoni fino all'ultimo, quando ha addirittura finto di combattere i suoi amici seguendo nel suo impeto il sire barbaro. Quando poi si è accorto che Otar, spinto dalla sua stessa furia, si era ritrovato fra le fila nemiche, circondato dai più prodi eroi dell'ovest, l'ha infine trafitto alle spalle estraendo la sua stessa spada demoniaca e mettendo fine all'era del terrore. | ||
| − | + | Ora è il momento di piangere le migliaia di caduti, di ricostruire le nostre città e di fare in modo che una cosa del genere non possa più accadere. | |
Una grande folla ha assistito ai funerali di Pitt il Giusto, decapitato da Otar pochi istanti prima che dal suo torace puntasse la lama di Tharos, troncandogli in gola la sua oscena risata. Ma anche altri sono spariti dopo la battaglia, e i loro corpi non sono mai stati ritrovati. Si dice che lo stesso Anduril, fronteggiando un Signore dei demoni, abbia dato la sua vita combattendo. Tharos Brightstorm, l'eroe monco a cui dobbiamo tutti la vita, è sparito senza cercare nessun ringraziamento, ma nella concitazione della lotta sembra siano spariti anche gli altri artefatti del Caos, a partire dalla terribile ascia. Ma adesso c'è molto altro a cui pensare... | Una grande folla ha assistito ai funerali di Pitt il Giusto, decapitato da Otar pochi istanti prima che dal suo torace puntasse la lama di Tharos, troncandogli in gola la sua oscena risata. Ma anche altri sono spariti dopo la battaglia, e i loro corpi non sono mai stati ritrovati. Si dice che lo stesso Anduril, fronteggiando un Signore dei demoni, abbia dato la sua vita combattendo. Tharos Brightstorm, l'eroe monco a cui dobbiamo tutti la vita, è sparito senza cercare nessun ringraziamento, ma nella concitazione della lotta sembra siano spariti anche gli altri artefatti del Caos, a partire dalla terribile ascia. Ma adesso c'è molto altro a cui pensare... | ||
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Non possiamo permetterci di commettere gli stessi errori che portarono il mio predecessore al fallimento, non dopo che abbiamo atteso così tanto che si presentassero di nuovo le giuste condizioni... | Non possiamo permetterci di commettere gli stessi errori che portarono il mio predecessore al fallimento, non dopo che abbiamo atteso così tanto che si presentassero di nuovo le giuste condizioni... | ||
Ma tutto questo non ti deve riguardare: assicurati piuttosto che la città sia al più presto in mano nostra. I mezzi che userai non mi riguardano, ricordati soltanto che non sono noto per la mia clemenza e non sono propenso a tollerare ulteriori scuse o fallimenti". | Ma tutto questo non ti deve riguardare: assicurati piuttosto che la città sia al più presto in mano nostra. I mezzi che userai non mi riguardano, ricordati soltanto che non sono noto per la mia clemenza e non sono propenso a tollerare ulteriori scuse o fallimenti". | ||
| − | Lettera vergata di pugno con sangue su pelle umana conciata dallo sciamano Tartax Jerza Khan | + | Lettera vergata di pugno con sangue su pelle umana conciata dallo sciamano Tartax Jerza Khan. |
| + | Diretta presumibilmente a un suo infiltrato a Tamila durante la seconda guerra Tartax. | ||
| + | Fornita alla biblioteca di Thule dagli eroi dei tre mondi. | ||
| − | Lettera non firmata e non datata: "Scrivo in fretta queste righe affinché tu, seguace come me del sommo Heironeous, possa riuscire dove io ho fallito. Chiunque tu sia, se infatti leggi questo documento, sappi che sono stato sopraffatto e che la mia presunzione mi ha portato a mettere a rischio le sorti del mondo e la mia povera anima. L'oggetto che è stato affidato alla mia famiglia trecento anni fa, con il compito e il solenne giuramento di custodirlo a costo della vita, è in pericolo. Come confermano i miei studi sono molte le forze malvagie che lo bramano, e non devono averlo. Sono stato ingannato da quella che credevo una donna, e credendo l'oggetto in pericolo ho ingenuamente ripercorso la strada verso dove è custodito, svelandone forse l'ubicazione. Non deve cadere in mani sbagliate: recuperalo e mettilo al sicuro a Thule dove le forze del bene sapranno farne uso per fronteggiare l'ora più cupa, quella che trecento anni fa i nostri antenati speravano di aver scongiurato per sempre. Sento che sono seguito, qualcuno osserva ogni mia mossa: ho paura anche se questi non sono sentimenti degni della stirpe di cui porto indegnamente il nome. Con tutta la saggezza che la gente mi attribuisce non riesco a discernere più il bene dal male, e quale sia il cammino da seguire. Tutto è molto confuso e prego Heironeous che non sia stato tutto vano, e che la mia presunzione non abbia portato il mondo intero alla perdizione. Odo dei passi nella stanza attigua... quei passi che da giorni mi perseguitano: stavolta sono determinato ad affrontarli, comunque vada". | + | '''Lettera non firmata e non datata''': "Scrivo in fretta queste righe affinché tu, seguace come me del sommo Heironeous, possa riuscire dove io ho fallito. Chiunque tu sia, se infatti leggi questo documento, sappi che sono stato sopraffatto e che la mia presunzione mi ha portato a mettere a rischio le sorti del mondo e la mia povera anima. L'oggetto che è stato affidato alla mia famiglia trecento anni fa, con il compito e il solenne giuramento di custodirlo a costo della vita, è in pericolo. Come confermano i miei studi sono molte le forze malvagie che lo bramano, e non devono averlo. Sono stato ingannato da quella che credevo una donna, e credendo l'oggetto in pericolo ho ingenuamente ripercorso la strada verso dove è custodito, svelandone forse l'ubicazione. Non deve cadere in mani sbagliate: recuperalo e mettilo al sicuro a Thule dove le forze del bene sapranno farne uso per fronteggiare l'ora più cupa, quella che trecento anni fa i nostri antenati speravano di aver scongiurato per sempre. Sento che sono seguito, qualcuno osserva ogni mia mossa: ho paura anche se questi non sono sentimenti degni della stirpe di cui porto indegnamente il nome. Con tutta la saggezza che la gente mi attribuisce non riesco a discernere più il bene dal male, e quale sia il cammino da seguire. Tutto è molto confuso e prego Heironeous che non sia stato tutto vano, e che la mia presunzione non abbia portato il mondo intero alla perdizione. Odo dei passi nella stanza attigua... quei passi che da giorni mi perseguitano: stavolta sono determinato ad affrontarli, comunque vada". |
Versione delle 11:10, 18 feb 2016
Anno 668 di Dumannios di questa era, giorno di mezzo inverno: Caro amico, ti ringrazio per la tua pazienza nell'ascoltarmi, perché lo scriverti è ormai il mio solo piacere. Come sai sono soltanto un umile soldato, ma cercherò di usare le mie poche conoscenze per trasmetterti una parte di quello che succede qui al nord affinché tu possa trasmetterlo ad altri uomini con la tua loquacità. I Tartax di Otar hanno travolto in una grande battaglia le ultime difese della città di Thule penetrando nelle mura e dando inizio a un triste festino di sangue e massacri. Otar è ancora umano? Le sue azioni lo bandiscono dalla nostra razza e lo accostano piuttosto a un signore dei demoni, quale se dobbiamo dar credito alle voci dei pochi che lo hanno visto e sono sopravvissuti assomiglia sempre di più anche nell'aspetto esteriore. Che la profezia degli artefatti del Caos sia reale e la fine del mondo sia vicina? Se è veramente così non intravedo speranza. Noi pochi superstiti ci siamo ritirati nel profondo della foresta di Arborlon
16 Rivros 669: Una nuova luce, fievole fiammella, arde nei nostri cuori. I resti dell'esercito di Thule, rifugiatisi nei più profondi meandri della foresta di Arborlon, si sono riuniti a migliaia di superstiti fuggiti dalle terre devastate dalla furia insensata dei barbari. Le nostre fila si ingrossano sempre di più e la scorsa settimana siamo stati raggiunti da un'ambasceria che annuncia l'arrivo dell'esercito di Tamila, con a capo lo stesso principe Slevyas, per combattere al nostro fianco e tentare un'ultima resistenza. Spinti dalla necessità che nasce da un pericolo mortale, il Magnifico e il temuto chierico Anduril hanno stretto un patto di tregua provvisoria per unire le forze contro Otar e impedire che i demoni camminino sulla terra.
27 Rivros 669: L'esercito di Slevyas è giunto, più numeroso di quel che speravamo perché ingrossatosi durante il tragitto grazie a contadini, artigiani e pastori. Oltre diecimila dei nostri uomini non sono soldati, ma combatteranno per la propria vita e la propria anima. Inoltre Anduril ha condotto con se alcune centinaia di suoi seguaci: sembra un aiuto misero ma basta guardare nei loro occhi per capire che non è così. Mettono i brividi, ma sono solo un pallido riflesso del loro sire: sembra vecchio e decrepito, ma emana un potere e un'aura di malizia spaventose. Per fortuna si è schierato dalla nostra parte e ci ha comunicato che abbiamo ancora speranza: con i suoi poteri ha visto Otar far impalare il suo generale più valido, e soffocare nel suo stesso sangue il suo temuto sciamano. Anduril dice che il barbaro è finalmente del tutto impazzito schiavo dei suoi artefatti demoniaci, e che il suo stesso esercito ormai vive nel terrore della sua follia. Tutto questo gioca a nostro favore, ma le forze sono ancora impari, nonostante l'aiuto degli impareggiabili arcieri di Tamila: continueremo con la nostra guerriglia.
1 Giamonios 669: Sembra impossibile ma il miracolo è accaduto veramente: Otar il pazzo, Otar il demone è sconfitto, e questa primavera sarà ricordata per sempre. Tutto sembrava volgere al peggio, ma i demoni suoi fratelli che Otar ha richiamato dall'abisso, ormai liberi e privi della catena imposta dal potere del loro dannato sciamano, si sono infine rivoltati contro di lui. Gli stessi Tartax ne hanno avuto timore, e hanno disertato sempre più numerosi. Tutto si è deciso in una grande battaglia al limitare nord della foresta di Arborlon, proprio sul terreno maledetto della cittadella perduta proibita di Iuz che è rimasta laggiù evitata da tutti, uomini e animali, ormai da quasi due anni, quando Sartan vi condusse la sua spedizione. E' stato proprio il temuto Mago Rosso, riapparso da poco, a suggerire il sito dello scontro al nostro Consiglio presieduto da Pitt il Giusto, signore dell'Ordine dei Paladini. Dando credito ad alcune voci, si narra che nelle ultime ore dell'ultimo giorno di guerra, si siano uniti a Sartan, Slevyas, Pitt e Anduril, per l'ultima impresa anche l'infallibile arciere Ken, signore della foresta, in sella al suo imponente Roc, e l'illustre paladino Ork, e addirittura il negromante elfico Allaghal con una schiera di suoi consanguinei. Ma il merito della vittoria e della caduta di Otar, che sembrava invincibile e teneva a bada tutti quanti roteando la sua terrificante ascia, va senza dubbio al prode Tharos Brightstorm e alla sua brillante strategia. Fingendosi attratto dalle ricchezze e dal potere garantitogli dal seguire il sire barbaro, si è fatto suo generale e alleato, solo per carpirgli di nascosto i più reconditi segreti e aspettando paziente come un ragno il momento per colpire, e colpire duro. Sottratta di nascosto la spada del caos a Otar, ha guidato l'avanzata dei barbari e dei demoni fino all'ultimo, quando ha addirittura finto di combattere i suoi amici seguendo nel suo impeto il sire barbaro. Quando poi si è accorto che Otar, spinto dalla sua stessa furia, si era ritrovato fra le fila nemiche, circondato dai più prodi eroi dell'ovest, l'ha infine trafitto alle spalle estraendo la sua stessa spada demoniaca e mettendo fine all'era del terrore.
Ora è il momento di piangere le migliaia di caduti, di ricostruire le nostre città e di fare in modo che una cosa del genere non possa più accadere.
Una grande folla ha assistito ai funerali di Pitt il Giusto, decapitato da Otar pochi istanti prima che dal suo torace puntasse la lama di Tharos, troncandogli in gola la sua oscena risata. Ma anche altri sono spariti dopo la battaglia, e i loro corpi non sono mai stati ritrovati. Si dice che lo stesso Anduril, fronteggiando un Signore dei demoni, abbia dato la sua vita combattendo. Tharos Brightstorm, l'eroe monco a cui dobbiamo tutti la vita, è sparito senza cercare nessun ringraziamento, ma nella concitazione della lotta sembra siano spariti anche gli altri artefatti del Caos, a partire dalla terribile ascia. Ma adesso c'è molto altro a cui pensare...
1 Giamonios 670: E' passato già un anno dalla grande vittoria contro Otar, e molto è stato fatto. Sartan il Mago Rosso ha posto oggi la prima simbolica pietra della ricostruzione. Dove prima sorgeva la città proibita, dove le forze degli uomini dell'occidente hanno sconfitto barbari e demoni, sorgerà una cittadella consacrata al bene, casa e tempio di tutte le divinità benefiche di questa terra. Sarà baluardo contro le forze maligne, affinché quello che è accaduto non abbia mai a ripetersi. Voluta dal prode Ork e dal suo compagno Ken l'arciere, ogni sua pietra sarà assemblata con gli incantamenti più potenti, su progetto di Sartan che allo scopo ha radunato i maggiori incantatori conosciuti. Le sue nove torri veglieranno per sempre su di noi: questa sarà Orkastle, e il male non prevarrà mai su di essa.
3 Samonios 675: I lavori per l'edificazione di Orkastle sono ormai a buon fine, grazie alle ingenti forze impiegate. I Tartax, nuovamente divisi in tribù in perenne lotta fra loro, sono stati ricacciati nelle loro terre e non saranno mai più una minaccia. Finalmente posso completare la mia opera che racconterà fedelmente ai posteri questi anni prodigiosi. Il tempo delle leggende e degli eroi si è finalmente concluso.
16 Ogronios 676: Caro e fedele amico, c'è molta agitazione in città... Come sai gli Elfi sono stati messi al bando, passibili di arresto immediato se sorpresi in pubblico, così come ogni studioso di arti arcane...
Ma c'è di più... il principe Slevyas è scomparso da qualche settimana, ed egli era l'ultimo degli Eroi della compagnia di Sartan a essere rimasto su questa terra: c'è chi dice che sia assurto al ruolo di semidivinità che gli compete, e giura di averlo visto dirigersi verso il cielo sul suo prezioso tappeto, ma sono più propenso a credere che sia caduto vittima di un complotto di palazzo. In giro c'è chi parla male apertamente degli Elfi e degli stregoni, come causa principale del male sofferto negli anni passati... ho parlato in loro difesa ma sospetto che ci sia un'intelligenza ben precisa dietro queste voci, che non possono essere nate da sole ma prendono piede nelle menti dei semplici come un incendio d'estate in un campo di stoppie. L'altro giorno ho assistito, non riconosciuto, ad un rogo in piazza alimentato dal primo volume delle mie cronache. Il nuovo sommo sacerdote ha proibito la lettura delle mie opere, come quelle di altri saggi. Temo non per la mia vita, ma per la memoria di quel che è stato: qualcuno vuole riscrivere la storia... ti prego di mettere al sicuro la nostra corrispondenza...
Anno 979, giorno e mese imprecisati: "Ho ricevuto la tua lettera: un elenco di patetiche scuse e inutili richieste.
Oltre a questi pezzi d'oro non avrai altro denaro finché questa miserabile città, sentina di ogni vizio e depravazione caratteristica di voi popoli civilizzati, non sarà in nostra mano. Naturalmente fino a quel momento non avrai neanche il resto di quello che abbiamo concordato.
Per quanto riguarda i tuoi problemi con le carte che vuoi leggere, richiama Shamazu e rendilo schiavo come ti ho insegnato: come tutti i suoi simili mi ripugna e il suo fetore è insopportabile, ma ha un talento naturale per codici, cifrature e antichi testi polverosi. Una richiesta: tienilo soggiogato in questo piano e fallo soffrire il più possibile. Ma passiamo a faccende più importanti.
Trovo superfluo ricordarti che il Khan, di cui sono umile servo, si aspetta di entrare al più presto a Tamila, per proseguire con la sua campagna e volgere il suo sguardo verso problemi più seri, ed è inutile dire che questo è anche il mio desiderio. Sai bene che la città è destinata a cadere comunque, ma è volontà del Khan di non sprecare qui le forze dei suoi Lupi e sarà bene che tu faccia in modo che questo accada, e che io non debba ricorrere al mio potere: se può consolarti sarà per te un modo per salvare tante vite umane.
Il tentativo fatto per vie sotterranee è fallito, e comincio a dubitare della tua utilità e della tua influenza: vedi di non farmi pentire della mia scelta e non abusare più della mia pazienza. Se dovessi anche solo sospettare un tuo doppio gioco ti assicuro in nome del Signore dell'Abisso che entrambi adoriamo che saprei come raggiungere la tua anima e renderla un atomo urlante di terrore e sofferenza.
Ero già a conoscenza della presenza in città di un pugno di avventurieri assoldati da Armadel: ho fatto visita in sogno a uno di loro e ho visto i loro intenti e i loro scopi. Conosco di ognuno di loro più di quanto pensi, e più di quanto sospettino loro stessi. Non sottovalutarli perché ognuno è forte a modo suo. Anche se finora hanno ostacolato i nostri piani credo che non sia necessario che muoiano: ho sognato i sogni del loto nero e ho viaggiato nel possibili futuri. Essi sono la linfa di quell'albero il cui seme è stato piantato trecento anni or sono, e il momento di raccogliere i frutti o vederli marcire per le ere a venire si avvicina sempre di più. Sono solo una insignificante goccia in un vasto mare, ma prendendo una strada piuttosto di un'altra daranno il via a una serie di eventi e di forze che neanche possono immaginare. E' già successo in passato e succederà ancora: non dubito che al momento opportuno serviranno bene i miei scopi.
Così come Maryia avranno un ruolo che non riesco a scorgere chiaramente perché i loro sentieri sono inspiegabilmente molto confusi e ingarbugliati, e si intrecciano con le mire di entità di cui non sospettano neppure l'esistenza.
Non possiamo permetterci di commettere gli stessi errori che portarono il mio predecessore al fallimento, non dopo che abbiamo atteso così tanto che si presentassero di nuovo le giuste condizioni...
Ma tutto questo non ti deve riguardare: assicurati piuttosto che la città sia al più presto in mano nostra. I mezzi che userai non mi riguardano, ricordati soltanto che non sono noto per la mia clemenza e non sono propenso a tollerare ulteriori scuse o fallimenti".
Lettera vergata di pugno con sangue su pelle umana conciata dallo sciamano Tartax Jerza Khan. Diretta presumibilmente a un suo infiltrato a Tamila durante la seconda guerra Tartax. Fornita alla biblioteca di Thule dagli eroi dei tre mondi.
Lettera non firmata e non datata: "Scrivo in fretta queste righe affinché tu, seguace come me del sommo Heironeous, possa riuscire dove io ho fallito. Chiunque tu sia, se infatti leggi questo documento, sappi che sono stato sopraffatto e che la mia presunzione mi ha portato a mettere a rischio le sorti del mondo e la mia povera anima. L'oggetto che è stato affidato alla mia famiglia trecento anni fa, con il compito e il solenne giuramento di custodirlo a costo della vita, è in pericolo. Come confermano i miei studi sono molte le forze malvagie che lo bramano, e non devono averlo. Sono stato ingannato da quella che credevo una donna, e credendo l'oggetto in pericolo ho ingenuamente ripercorso la strada verso dove è custodito, svelandone forse l'ubicazione. Non deve cadere in mani sbagliate: recuperalo e mettilo al sicuro a Thule dove le forze del bene sapranno farne uso per fronteggiare l'ora più cupa, quella che trecento anni fa i nostri antenati speravano di aver scongiurato per sempre. Sento che sono seguito, qualcuno osserva ogni mia mossa: ho paura anche se questi non sono sentimenti degni della stirpe di cui porto indegnamente il nome. Con tutta la saggezza che la gente mi attribuisce non riesco a discernere più il bene dal male, e quale sia il cammino da seguire. Tutto è molto confuso e prego Heironeous che non sia stato tutto vano, e che la mia presunzione non abbia portato il mondo intero alla perdizione. Odo dei passi nella stanza attigua... quei passi che da giorni mi perseguitano: stavolta sono determinato ad affrontarli, comunque vada".